Implantologia

Implantologia

L’assenza di uno o più elementi dentali in un arcata interessa grande parte della popolazione con conseguenti problemi di carattere medico nonché personali e sociali talvolta rilevanti.

L’implantologia, branca chirurgica dell’odontoiatria, si occupa della sostituzione dei denti mancanti mediante l’utilizzo di impianti endossei. Gli impianti endossei possono essere impiegati per sostituire singoli denti oppure come pilastri per la realizzazione di ponti fissi, fornendo in tale circostanza ulteriori punti di sostegno o ancora,  come nel caso delle edentulie totali o parziali (assenza totale o subtotale degli elementi dentali) per l’ancoraggio di protesi mobili rendendo queste ultime più stabili con un migliore risultato funzionale (masticazione, linguaggio etc…).

Numerosi studi hanno dimostrato l’affidabilità a lungo termine degli impianti endossei per la sostituzione dei denti mancanti con risultati simili alla protesi tradizionale (corone e/o ponti realizzati su denti naturali) ma, dato estremamente rilevante, senza l’interessamento dei denti adiacenti. In parole più semplici l’utilizzo degli impianti endossei permette di salvaguardare la salute e l’integrità anatomica dei denti naturali che verrebbero interessati nel caso della realizzazione di ponti protesici.

La condizione fondamentale per poter impiegare gli impianti endossei è data dalla disponibilità di un adeguato volume osseo ( altezza, larghezza e spessore) in  assenza di controindicazioni definite assolute. Nelle situazioni cliniche in cui vi è una ridotta quantità di tessuto osseo, è possibile provvedere al suo incremento mediante l’impiego di tecniche chirurgiche rigenerative a fini implantari.

Quando il supporto osseo è carente, è possibile ricorrere a metodiche di ricostruzione e rigenerazione della parte trattata utilizzando materiali artificiali biocompatibili materiali eterologhi, tessuti omologhi (da donatore) o materiali autologhi (del paziente stesso) prelevati da sedi intraorali o talvolta extraorali.

Una volta che l’impianto endosseo viene posizionato nell’osso mandibolare o mascellare il medico valuta se ci sono le condizioni per realizzare una protesi fisa a carico immediato.

In alternativa si deve attendere un periodo di circa di 12 settimane, in cui avviene il processo di osteointegrazione ovvero la “solidarizzazione” o integrazione con il tessuto osseo circostante. Dopo il periodo di guarigione ossea, in relazione alla metodica utilizzata per il posizionamento, si può procedere alla realizzazione della protesi.

Gli impianti endossei, di cui esistono diverse forme e misure in relazione alle necessità cliniche, sono costruiti in titanio, materiale altamente biocompatibile che non è in grado di stimolare una risposta del sistema immunitario del paziente ovvero non può verificarsi il fenomeno del rigetto. Un impianto dentale può osteointegrarsi o non osteointegrarsi ma non può essere rigettato. La non osteointegrazione può essere dovuta a molti fattori ma è principalmente imputabile a fenomeni settici che intervengono nella fase di guarigione. La perdita dell’impianto può comunque verificarsi anche successivamente, evento imputabile principalmente ad una scorretta igiene orale oppure all’azione di carichi masticatori eccessivi.

Attualmente la percentuale di successo oscilla tra il 95% (mascellare superiore) ed il 97-98% (mandibola). Nel caso in cui non avvenga l’osteointegrazione è possibile posizionare nuovamente un secondo impianto dentale con una percentuale di successo simile a quella iniziale; quindi il verificarsi di un fallimento non rappresenta una controindicazione ad un ulteriore intervento implantare purchè sia avvenuta la completa guarigione del sito chirurgico.

Il fumo di sigaretta rappresenta una controindicazione all’inserimento di impianti peggiorandone certamente la prognosi.

Se sussistono le condizioni di stabilità primaria degli impianti appena posizionati, si può realizzare un ponte fisso (provvisorio) con tecnica di carico immediato entro 24-48 ore dall'intervento chirurgico.

In alcuni casi è possibile posizionare un impianto post estrattivo immediatamente dopo l'estrazione di un elemento dentale e sottoporlo al carico e alla protesizzazione provvisoria immediata, indicata per i denti frontali a valenza estetica.

Negli ultimi anni, un grande progresso si è avuto con la chirurgia guidata che permette di operare senza apertura di lembo e quindi senza ferite chirurgiche; tale metodica riduce il gonfiore e il disagio post-operatorio con notevoli vantaggi per il paziente.

La chirurgia guidata, come in altre branche della medicina, si avvale dell'utilizzo di metodiche computerizzate, con l'uso di dime chirurgiche costruite con tecnologia cad-cam previa esecuzione della TAC.

Questo Studio è un centro di Eccellenza che utilizza prodotti Sweden & MartinaSi effettuano interventi implantologici tradizionali, a carico immediato e software assistiti (chirurgia guidata) nel rispetto dei protocolli chirurgici implantari.

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