Domenica, 03 Giugno 2018 17:34

Russare e soffrire di apnee notturne fa male alla salute?




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Il russamento caratterizzato da episodi di parziale o completa ostruzione delle vie aeree superiori rappresenta un tipico sintomo della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (anche chiamata con la sigla inglese OSAS, Obstructive Sleep Apnea Syndrome).

Le Apnee ostruttive del sonno possono portare disturbi lievi come la cefalea e anche disturbi seri come deficit cognitivi, depressioni, patologie cardiovascolari, inoltre, a causa di una scarsa ossigenazione del sangue, si può soffrire di sonnolenza diurna con conseguente calo di concentrazione ed efficienza sul lavoro, nonché aumentato pericolo alla guida.


Spesso chi ne soffre è in sovrappeso. L’obesità contribuisce alla riduzione delle dimensioni delle vie aeree superiori, sia a causa di accumuli di grasso nei tessuti molli della faringe e del collo. Studi recenti hanno inoltre dimostrato che in tale condizione i tessuti delle vie aeree superiori divengono più “flosci” e facili al collasso.

Non da ultimo, il russatore, spesso rende impossibile il riposo al proprio partner.

Russamento e apnee del sonno sono entrambi dovuti a un restringimento delle vie aeree superiori. Il restringimento è a sua volta facilitato dal rilassamento della muscolatura delle vie aeree superiori durante il sonno. Il flusso d’aria si riduce e crea turbolenze che fanno vibrare i tessuti delle vie respiratorie dell’orofaringe (cavità orale e gola), provocando il tipico fastidioso rumore.

I fattori predisponenti di tale disturbo sono molteplici, per tale motivo ogni caso va valutato singolarmente.

L’approccio e tutti gli accertamenti necessari devono essere multidisciplinari per consentire di affrontare le problematiche connesse alle patologie e fornire una terapia appropriata. Inizialmente il paziente sarà visitato dall’otorinolaringoiatra. Seguiranno indagini di fisiopatologia respiratoria e pneumologiche, monitoraggio del sonno, trattamenti dietologici per perdere peso, visite neurologiche per scongiurare apnee di origine centrale, eventuale presenza di reflusso gastro esofageo.

Come indicato nelle linee guida ministeriali, l’odontoiatra ha il ruolo fondamentale del riconoscimento precoce della malattia attraverso lo stato di salute dentale e parodontale, l’occlusione dentale, la funzionalità delle articolazione dei muscoli masticatori. In caso di OSAS lieve o moderata, può prescivere e far progettare un dispositivo intraorale che il Paziente porterà di notte, a scopo terapeutico.

Sostanzialmente tutti i dispositivi sono costruiti per:

-Protrudere (portare in avanti) la mandibola ed impedire alla lingua di ostruire la faringe durante il sonno

-Stabilizzare la mandibola, inibire l’apertura della bocca ed evitare alla lingua di cadere all’indietro

I primi dispositivi orali finalizzati a contrastare l’apnea notturna risalgono al 1830, quando vennero proposti apparecchi che protrudevano la mandibola stabilizzandola in quella posizione. Oggi si costruisce un dispositivo di avanzamento mandibolare, su misura della bocca del Paziente, abbastanza confortevole, costituito da due placche stampate semirigide. Le placche sono unite da due connettori, uno per lato. La lunghezza dei connettori determina la quantità di protrusione mandibolare e la loro posizione sui denti fa in modo che, aprendo la bocca, aumenti la protrusione mandibolare, con la giusta regolazione si trova la posizione più comoda ed efficace.

Altri apparecchi lavorano modificando la posizione della lingua ed altri ne finalizzano una ritenzione, altri ancora sollevano il palato molle.

E’ importante riconoscere in tempo i sintomi per prevenire e contrastare eventuali conseguenze da mancata ossigenazione.


Se gradisci avere maggiori informazioni, telefona al nº 0121 397878 per fissare un appuntamento.

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